APOLOGIA Greta Alfaro, Juan Pablo Macìas, Fabrizio Prevedello a cura di Federica Forti

14 Dicembre 2013 - 15 Febbraio 2014 | Museo Civico del Marmo, Carrara

La mostra collettiva Apologia ha portato al Museo Civico del Marmo di Carrara dal 14 dicembre 2013 fino al 15 febbraio 2014 le opere realizzate nell’ambito del programma di residenze DATABASE 2013, che  prevedeva la produzione di progetti concepiti e realizzati ad hoc per Carrara.
 
 
 
L’artista spagnola Greta Alfaro ha teorizzato la presenza a Carrara e nel mondo di una setta occulta che vuole eliminare ogni espressione artistica al fine di distruggere la cultura e la civilizzazione e l’arte come massima espressione di questa. L’artista ha ripercorso e tradotto gli elementi salienti di questo culto in una lavoro artisticamente compiuto che si annuncia sui toni imparziali del documentario e mette il visitatore al centro di una riflessione personale.

L’artista messicano Juan Pablo Macías ha portato in mostra il video girato a Campocecina (Alpi Apuane). L’immagine della natura avvolta dalla nebbia viene incisa dai suoni meccanici del lavoro nelle cave, ma anche da transiti fugaci di vita. Poi una voce fuori campo, che con una sequenza di parole crea un corto circuito temporale e narrativo, stabilisce un tempo zero in cui la voce ci ricorda come attraverso essa si possa avere una universale e mutua comunicazione di pensieri e di volontà. Juan Pablo Macías cita indirettamente Étienne de La Boétie, che ricorda che sarebbero state la voce e la parola, dono della natura, a farci ritrovare l’uno nell’altro, e non la parola scritta del tiranno, la parola come legge.

Inoltre l’artista da anni porta avanti il progetto “Tiempo Muerto”, un periodico che ha fondato nel 2012 e che si focalizza sulla relazione tra conoscenza istituzionale e conoscenza insurrezionale. L’idea di “Tiempo Muerto” nasce in seguito alla chiusura nel 2009 della Biblioteca Social Reconstruir, un archivio di libri sul pensiero anarchico più importante del Latino America. Da quel momento l’artista ha messo in campo una serie di azioni per la riapertura di questa biblioteca. Il progetto editoriale diventa, così, una piattaforma per proseguire una discussione sulle tematiche fondamentali del pensiero anarchico e contemporaneamente un mezzo per divulgare l’esistenza della BSR.

La mostra Apologia ha ospitato Tiempo Muerto#3 che raccoglie testi storici e attuali sulla relazione tra cosmo e cultura. “Historia del Universo en veinte minutos” (Storia dell’universo in venti minuti) di Braulio Hornedo Rocha apre la dissertazione teorica passando poi la parola a Henry David Thoreau, Étienne de La Boétie, Frederich Nietzsche. L’immagine di copertina è stata scattata nel bosco di Campocecina (MS), su cui sono stati incisi i versi di una poesia scritta dall’artista e pubblicata nel giornale.  

Fabrizio Prevedello è stato due settimane sulle Apuane dormendo tra rifugi e cave. Ne sono nati due innesti e due video presentati per la prima volta in questa mostra. Gli “Innesti” rappresentano PER L’ARTISTA un dono, la cui forma simbolicamente ricorda un fiore, che l’artista scolpisce a mano e colloca nel cuore della cava dismessa. Tutto è  iniziato nel 2010 col ritrovamento casuale di una scaglia di marmo Nero del Belgio, materiale molto pregiato, che era stata gettata nel cassone dei rifiuti di un laboratorio. Da qua il desiderio di riportare in quota la scaglia, ma in un’altra cava, una cava dismessa delle Apuane (zona del Monte Corchia, LU). Una sorta di funerale duplice in cui l’artista depone il fiore della speranza e della rinascita. L’uomo toglie, l’artista restituisce. Il marmo trovato nella cava di Fior di Pesco è diventato il secondo innesto collocato in una cava di marmo grigio chiamato Bardiglio (Marmitte dei Giganti, LU). Negli anni queste azioni sono arrivate a sei di cui le ultime due sono state realizzate durante la residenza del programma DATABASE.

Si ringrazia  logo_cardelliefontana